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MERZARIO F1 CARS
Una scuderia italiana in Formula Uno - 1978/1979

Le Gare della A1-02

Le qualificazioni mancate della A1-02 - Cronaca

La MERZARIO A1-02 non si qualificherà sia al gran premio di debutto (Austria) e sia in quello conclusivo in Canada. In realtà a causa della rottura di un semiasse non si qualificherà neppure al GP d’Italia, qualificazione ottenuta da Arturo Merzario guidando la vecchia A1-01 iscritta per Alberto Colombo che però non aveva superato le pre-qualifiche. ​

1) Gran Premio d'Austria (13 agosto 1978)

Debutto amaro della A1-02 e sicuramente senza la fortuna dalla sua parte. Nel tardo pomeriggio di giovedì, con i team ancora impegnati a smontare le vetture dai camion e a completare l‘allestimento dei propri box, gli organizzatori comunicano a sorpresa che essendo aumentato il numero d’iscritti da 30 a 31 sono costretti a far sostenere a otto piloti un turno di pre-qualifiche. Inutili le proteste da parte del team Merzario che presenterà un reclamo scritto, contestando la tempistica troppo breve. Ma il team italiano rimane isolato nella sua protesta e nessuno aderisce alla richiesta di disertare all’imprevista pre-qualificazione. Conseguentemente alle ore 8:00 del mattino di venerdì i piloti Ertl (Ensign MN177), Rebaque (Lotus 78), Piquet (McLAREN M23), Lunger (McLAREN M26), Arnoux (MARTINI MK1), Rosberg (ATS HS01), Merzario (MERZARIO A1-01) e Stommelen (ARROWS A1) si presentano in pista per contendersi il diritto a partecipare alle qualifiche del gran premio.  Girando in 1’41”07 la McLAREN M26 di Lunger risulterà la più veloce, mentre la MERZARIO A1-01 con 1’42”25 conquisterà l’ultimo posto utile, riuscendo ad essere più veloce almeno della ARROWS A1 di Rolf Stommelen, che fu così eliminata.

Il Team Merzario continuerà le due sessioni di prova del venerdì sempre utilizzando la vecchia monoposto A1-01 che però sarà rallentata da continui problemi di alimentazione del suo V8 Cosworth. Nella sessione cronometrata pomeridiana Il suo miglior tempo è di 1'41”85, ventiquattresimo su trenta partecipanti, e la qualificazione sembra possibile.

Sabato mattina finalmente scende in pista la nuova MERZARIO A1-02: ma anche in quelle prove non valide allo schieramento la vettura presenta gli stessi malfunzionamenti all’impianto di alimentazione che non permettono ad Arturo Merzario di girare con continuità.

Nel frattempo le condizioni meteo sopra la pista austriaca si guastano con previsioni di pioggia nella parte finale nell’ora di qualificazione. 

Appena la pista viene aperta tutti i team montano le gomme migliori e si lanciano sul circuito, ma immediatamente l’organizzazione deve far esporre ai giudici di percorso la bandiera rossa e sospendere la sessione: quattro paracadutisti in cerca di gloria volteggiano sopra il circuito e rischiano di atterrare sulla pista mente le monoposto stanno correndo. Quando quindici minuti dopo la pista viene riaperta, la MERZARIO A1-02 è la prima a scendere in pista, ma dopo appena cinque minuti inizia a piovere e tutti rientrano ai box. In quell’unico giro lanciato a disposizione a pista asciutta, pochissimi riescono a migliorare il tempo del venerdì: tra questi però ben tre piloti (Rosberg, Regazzoni e Arnoux) che erano dietro a Merzario. Così la MERZARIO A1 scende al ventisettesimo posto in classifica ed è la prima vettura non qualificata. La MARTINI MK1 di Arnoux con il tempo di 1'41”84 aveva sopravanzato la MERZARIO di appena un centesimo.

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2) Gran Premio di Olanda (27 agosto 1978)

3) Gran Premio d'Italia (10 settembre 1978)

4) Gran Premio Stani Uniti d'America EST (1 ottobre 1978)

In parte la sfortuna austriaca sarà compensata nel successivo Gran Premio d’Olanda dove il team Merzario otterrà di schierarsi al via grazie al ritiro della Surtees di Keegan a seguito dell’incidente nel warm up di domenica mattina. Seguiranno altre due qualificazioni consecutive a Monza e a Wathkins Glen.

Si rimanda alle relative pagine dei Gran Premi per la cronaca dettagliata (Nota: Pagine in via di completamento)

5) Gran Premio del Canada (8 ottobre 1978)

All’ultimo gran premio della stagione quello del Canada sul circuito stradale di Montreal, la MERZARIO A1-02 non riuscirà a ottenere la qualificazione, pur piazzandosi nella qualifica al venticinquesimo posto su ventotto partecipanti (gli iscritti erano 29, ma Lunger non si è schierato per le prove).

Anche in questo caso si può affermare che il team italiano non fu aiutato dalla buona sorte. Si correva per la prima volta sul circuito di Montreal realizzato sull’Isola di Notre Dame utilizzando le strutture realizzate per le gare olimpiche di canotaggio del 1976: il circuito fu molto criticato (Regazzoni lo definì una pista per kart, mentre Villeneuve invece lo lodò; per la cronaca Regazzoni non si qualificò e Villeneuve vinse il Gran Premio…). Inizialmente il numero delle vetture ammesse era il canonico ventisei, ma alla fine per motivi di sicurezza discese a sole ventidue monoposto.

La MERZARIO A1-02 con 1'41”962 si piazzò al venticinquesimo posto e dunque fu esclusa a causa della riduzione del numero degli ammessi. La Renault di Jean-Pierre Jabuille l’ultima delle monoposto qualificate non era poi lontanissima, appena tre decimi più veloce (1'41"689). Più lente della A1-02 furono la Lotus 78 di Rebaque (1'42"413), l’ARROWS A1 di Stommelen (1'43"267) e l’ATS HS-02 di Michael Bleekmolen (1'45"553).

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Un’altra qualificazione mancata: al termine della prima sessione di prove, bagnate da una fastidiosissima pioggia, la MERZARIO A1-02 si era posizionata quindicesima.


Fu l’ultima gara del team SURTEES che si ritirò ufficialmente dalle competizioni di formula uno.

In conclusione per la MERZARIO A1-02 non ci furono grandi soddisfazioni e i risultati non ripagarono il team degli sforzi fatti per realizzarla, non riuscendo nonostante le evidenti migliorie, a essere significativamente più competitiva della prima versione della A1.

L’unica qualificazione ottenuta in pista dalla A1-02 è stata quella del Gran Premio degli Stati Uniti Est, essendo la qualificazione monzese ottenuta con la vettura A1-01 e quella precedente olandese ottenuta grazie al ripescaggio.

Nei tre Gran Premi dove ha partecipato, ha percorso 40 giri a Zandvoort sui 75 previsti (16°), 14 giri a Monza sui 40 (18°) e si è avvicinata al traguardo solo a Wathing Glen percorrendo 46 giri su  59 (17°).

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