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MERZARIO F1 CARS
Una scuderia italiana in Formula Uno - 1978/1979

Le vetture MERZARIO da F1: La A1

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La prima MERZARIO- A1-01

La vettura fu presentata al pubblico l’8 dicembre1977 in occasione della ‘Festa dei Caschi d’Oro’ organizzata al Palazzo Congressi di Bologna dal settimanale sportivo AUTOSPRINT durante la quale si premiavano i personaggi del motosport italiano ed estero che si erano contraddistinti durante l’annata.

La MERZARIO A1, inizialmente nascosta da un telone con fiocco ornamentale, a conclusione della fase della premiazione, venne svelata al pubblico ed ai giornalisti del settore, ottenendo una presentazione molto moderna che ancor oggi non sfigurebbe.

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La vettura, appena completata presso la factory di via Fiume 17 a Carate Brianza (MI), si presentò con l'italica livrea rossa, e sulla carrozzeria spiccavano i loghi  dei due sponsor principali, la Marboro e la GULF, oltre a Bernini Furniture e Goodyear.

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Realizzata in poco più di tre mesi, la MERZARIO A1 è stata indicata dalla stampa come un ammodernamento della March 761B già di proprietà del team. Sicuramente alcuni elementi (le sospensioni) erano direttamente derivate dalla vettura inglese, ma le differenze dalla March erano numerose: oltre l’aerodinamica (totalmente differente, con l’originale canalizzazione dell’aria per il V8 Cosworth affidata a due prese ‘naca’ laterali e una presa posta sopra il casco), la distribuzione dei pesi seguiva una filosofia progettuale originale con la scissione dei radiatori in quattro elementi posizionati due dietro le ruote anteriori (acqua) e due davanti a quelle posteriori (olio). Detti radiatori, grazie alle loro piccole dimensioni si inserivano nello spessore delle fiancate, a differenza di quelli della March 761B, grossi e voluminosi e posti innanzi alle ruote posteriori.



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La posizione di guida era anche più avanzata, e l’abitacolo era dimensionato per ospitare il fisico minuto del pilota comasco. E questa minore dimensione del cockpit aveva consentito di posizionare i serbatoi più vicino al baricentro della vettura.


Rispetto al primo progetto pubblicato sul settimanale AUTOSPRINT nel novembre 1977, nella sua realizzazione furono apportate alcune modifiche nella carrozzeria: mancava la presa d'aria per i freni posteriori prevista sulla parte finale della carenatura del motore, le fiancate erano semplificate perdendo sia l'originale sagomatura superiore e sia la carena delle ruote posteriori, così come gli specchietti inizialmente anch'essi carenati furono invece montati a sbalzo. La monosposto perdette così alcune delle sue caratteristiche formali.

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Per la realizzazione del telaio della sua A1 Arturo Merzario aveva deciso di affidarsi della collaborazione tecnica di Guglielmo Bellasi, titolare dell'omonima officina noverese che poteva vantare nel 1970 la realizzazione di una propria vettura di Formula Uno (la Bellasi Ford F1-70) commissionata, anche in quel caso, da un pilota indipendente (lo svizzero Silvio Moser) deciso a correre nel mondiale di Formula Uno con un proprio team privato. 


La collaborazione tra Merzario e Bellasi fu però controversa: prima del completamento del telaio della A1, la pubblicazione di alcune foto dello stesso in fase avanzata di costruzione non fu gradita da Arturo Merzario al punto tale che preferì sciogliere il sodalizio e completare il telaio nella sua factory di Carate Brianza.


Il telaio era concepito a monoscocca in pannelli d’alluminio rivettati e centine in titanio. Non essendo ideato per ottenere l'effetto suolo, era piuttosto largo per cercare di ottenere la maggiore rigidezza possibile soprattutto nell'avantreno. Batteria e sistema idraulico frenante erano installati su di un telaietto collegato a sbalzo sulla prima centina della monoscocca.

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Le sospensioni seguivano gli schemi tradizionali in voga in quegli anni e replicati in molte altre vetture di Formula Uno: doppio triangolo anteriore sovrapposto con ammortizzatore a molla da comprimere; per la sospensione posteriore aste a bracci paralleli inferiori e biella superiore per registrare il camber, due puntoni di reazione fissati alla scocca con possibilità di variazione antirollio. 

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La Scheda Tecnica della MERZARIO A1

 

- Denominazione: MERZARIO A1 (A1-01)

- Progettazione: Arturo Merzario, Gianfranco Palazzoli

- Piloti: Arturo Merzario, Alberto Colombo (nota 1) 

- Motore: Ford Cosworth DFV V8 a 90° Serie 77 (nota 2), aspirato, cilindrata 2993 cc, Potenza 475 CV a 10.800 giri

- Cambio: Hewland FGA 400 – 6 velocità

- Telaio: Monoscocca in pannelli d’alluminio e centine in titanio

- Numero Telaio: 01

- Realizzazione telaio: Officina Bellasi, Factory Merzario

- Peso: 595 kg

- Serbatoi: 3 serbatoi Pirelli di sicurezza con capacità complessiva di 190 litri

- Sospensioni: doppio triangolo sovrapposto con gruppo molla-ammortizzatore esterno (anteriore) / a bracci paralleli inferiori e biella superiore (posteriore)

- Ammortizzatori: Koni

- Cerchi: Speedline componibili: anteriore 13” per 9,5”; posteriori 13” per 18”

- Copertoni: Goodyear

- Freni: Lockeed – anteriori esterni a doppio caliper; posteriori interni a un solo caliper

- Lunghezza: 2420 mm (nota 3)

- Larghezza anteriore: 1530 mm

- Larghezza posteriore: 1570 mm

- Sponsor: Marlboro, Gulf SportWear (nota 4), Persol, Furniture Bernini, Flor Bath (nota 5), , Masini Sementi (5), TeleSprint (5), Rodacciai (nota 6)

- Sponsor tecnici: Magneti Marelli, Champion, Koni

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Note

(1) iscritto al Gran Premio d'Italia con il numero di vettura 34

(2) dal Gran Premio di Svezia monterrà il Cosworth DFV Serie 78 con 480 CV a 10.800 giri

(3) 2434 mm dal Gran Premio di Gran Bretagna

(4) nei Grand Premi Argentina, Brasile e Sud Africa

(5) dal Gran Premio di Monaco fino alla fine del Campionato 1978

(6) nei Gran Premi Monaco, Belgio, Spagna e Svezia 

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La rossa vettura italiana numero 37, dopo circa un mese dalla presentazione  bolognese scenderà su caldo asfalto argentino di Buenos Aires per iniziare la sua avventura nel mondiale di Formula Uno del 1978. 

La A1, nella sua configurazione iniziale ‘01’ è stata iscritta a undici Gran Premi, ovvero dalla corsa Argentina fino al Gran Premio di Germania.

La A1-01, per i problemi economici del team legati anche all’abbandono della sponsorizzazione della GULF, fino al decimo Gran Premio (Gran Bretagna) non ebbe grossi aggiornamenti, ad esclusione di alcune modifiche introdotte in Sud Africa e a Montecarlo inerenti in gran parte alle geometrie delle sospensioni.

Nel gran premio inglese la vettura A1 si presentò con un pacchetto aerodinamico evoluto che anticipava le innovazioni che saranno integrate nella versione 02 in fase avanzata di realizzazione nella factory milanese.

Le modifiche introdotte in Gran Bretagna riguardavano sia l’avantreno che il retrotreno, ovvero un musetto più affilato ed allungato, un cofano posteriore inclinato verso l’alto che carenava in retrotreno e puliva i flussi d’aria verso l’alettone. Inoltre fu aumento il passo di circa quattordici centimetri.

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Alla dodicesima competizione iridata, il Gran Premio d'Austria, fu presentata la nuova vettura denominata A1-02 caratterizzata da un telaio alleggerito, da modifiche alle sospensioni anteriori e posteriori e da un ulteriore aggiornamento aerodinamico. Ma la carriera agonistica della prima A1 iniziata in Argentina non era ancora conclusa, seppur declassata a vettura di riserva.  La A1-02 ebbe diversi problemi di gioventù e conseguentemente la ‘vecchia’ monoposto scese in pista nelle sessioni di pre-qualifica sia del Gran Premio d’Olanda e sia del Gran Premio d’Austria, superandole in entrambi i casi. A Zeltewg la MERZARIO A1-01 visto che la debuttante A1-02 non era ancora a posto, corse le sessioni di prova del venerdì concludendo la giornata al ventiquattresimo posto su trenta iscritti.


Il team italiano per la gara di Monza iscrisse due vetture, la MERZARIO A1-02 n°37 per Arturo Merzario e la MERZARIO A1-01 n°34 affidata ad Alberto Colombo, che però doveva partecipare alle pre-qualifiche del Gran Premio d’Italia. Malfunzionamenti generali sfociati nella rottura del cambio impedirono a Colombo di superare le pre-qualifiche e fu eliminato. Ma a seguito della rottura del semiasse della 02 durante le sezioni di qualifica, Arturo Merzario dovette utilizzare la A1-01 per guadagnarsi la partecipazione al Gran Premio d’Italia del 1978. La A1-01 fece egregiamente in suo dovere, e con il ventiduesimo tempo assoluto si guadagnò l’undicesima fila dello schieramento di partenza della corsa monzese.

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